PRESENTAZIONE DEL VOLUME “L’ERBARIO DEI CAPPUCCINI DI SAN QUIRICO D’ORCIA” 2020

Fondazione A. Tagliolini | Università degli Studi di Siena

Sabato 15 febbraio 2020  – ore 16

Sala Alessandro Magno di Palazzo Chigi in San Quirico d’Orcia

Presentazione del libro

L’ERBARIO DEI CAPPUCCINI DI SAN QUIRICO

La storia complessa di una raccolta settecentesca

Interverranno

Paolo Naldi
(Presidente della Fondazione)

e gli autori

Ilaria Bonini

Raffaele Giannetti

Elisabetta Miraldi

Ugo Sani

Tutta la popolazione è invitata a partecipare

L’ERBARIO DEI CAPPUCCINI DI SAN QUIRICO

Presentazione di Paolo Naldi

Nel mese di febbraio del 2011 inizia l’interessamento della Fondazione «Alessandro Tagliolini» per la pubblicazione dell’erbario cosiddetto «dei Cappuccini di San Quirico», appartenuto alla famiglia Lemmi e donato all’Università di Siena (dipartimento Biologia Ambientale) da Paolo Simonelli nel 1987.

Grazie alle informazioni fornite da Roberto Rappuoli, emerge  tutta l’importanza di tale raccolta sotto il profilo della scienza botanica e della storia locale. Dell’erbario non si hanno tracce scritte né documentazione alcuna, se non una breve nota pubblicata a cura della stessa Università nel 1993: Tre secoli di erbari e collezioni botaniche a Siena.

Nel 2012, con la presidenza della Fondazione affidata a Ugo Sani, si organizzano alcuni incontri presso l’Università di Siena, si conoscono le prof.sse Ilaria Bonini ed Elisabetta Miraldi, e si incomincia a parlare della consistenza della raccolta, formata da più di trecento esemplari di exsiccata divisi in faldoni, oltre a quelli, più di cinquanta, contenuti in un volume rilegato.

In data 5 novembre 2014 si stipula una convenzione tra la Fondazione «Alessandro Tagliolini» e l’Università di Siena per iniziare uno studio approfondito che porti alla catalogazione completa delle piante e alla pubblicazione di un libro. Tra quella data e la pubblicazione è passato del tempo, è stata completata la rilevazione fotografica, è stato fatto un faticoso lavoro di ricerca e di verifica delle fonti da cui poter trarre notizie utili per quell’opera notevole, della quale, tuttavia, non esistono notizie in nessun documento relativo al convento dei Cappuccini.

Un primo contributo alla ricerca sulla storia del convento viene dato dall’incontro con Alberto Brunelli, attuale proprietario, nipote di Raffaella Lemmi che lo è stata fino 1983. Le carte che Brunelli ha consegnato si riferiscono a copie parziali di descrizioni del convento, a documenti di aggiudicazione all’asta (1867) dei beni ecclesiastici requisiti dallo Stato. Inizia così una serie di verifiche presso archivi storici, diocesani e congregazioni di cui Ugo Sani parla approfonditamente in un apposito intervento sul libro citato. Inizia parallelamente un lavoro d’informazione sull’iniziativa, segnato a una serie di colloqui con le numerose persone interessate. Dopo un incontro, amichevole e fortunato, con Fabrizio Noli, questi un sabato mi convoca nella casa del padre Enzo – edificio dell’ex convento dei frati Francescani a San Quirico – e sul tavolo del salotto mi fa trovare un altro faldone di piante in tutto uguale a quelli conservati e donati all’Università: non ci sono dubbi, i decori a fogliame della copertina sono identici, la grafia, l’impostazione dei fogli e la numerazione delle pagine sono senza ombra di dubbio le stesse di quelle dei volumi precedenti. C’era bisogno, tuttavia, di un lavoro di restauro per i danni che la permanenza per ulteriori trentuno anni in una soffitta avevano arrecato. I fratelli Noli, senza esitazione, decisero di donare all’Università il loro faldone per consentirne il restauro permettendo di riunificare l’opera che ad oggi potrebbe essere completa.

La raccolta, costituita da piante officinali e non, custodita in ambiente controllato presso l’Università di Siena, è la testimonianza di un importante patrimonio culturale e scientifico risalente alla seconda metà del secolo XVIII.